Patto per la Toscana con R. Salvini – Documento base

Ci siamo, stiamo costruendo la grande lista unitaria – civica, ambientalista, autonomista – che CLT con la costituente Libera Toscana ha ormai da un anno fortemente voluto. E’ stata resa possibile dalla disponibilità e dall’indipendenza personale e politica del consigliere regionale Roberto Salvini (un ribelle uscito dalla Lega, per sottrarsi a un velenoso miscuglio di bigottismo e autoritarismo). Qui il documento politico base che sancisce l’identità di questo patto che include persone della più diversa origine politica (sinistra, destra, centro, indipendenti, autonomisti, ex Cinque Stelle, ex Lega, civici).

Patto per la Toscana – Roberto Salvini Presidente

Salute – Ambiente – Lavoro – Solidarietà – Autonomia

Documento base con i principi comuni
(domenica 17 maggio 2020)

1 Preambolo

La Toscana è la nostra terra, terra di tradizioni e libertà, di trasformazione e manifattura, di stile di vita e benessere, di un patrimonio culturale e naturale che tutto il mondo ammira e che è nostro dovere salvaguardare e rilanciare, superando decenni di miopia politica. Crediamo in noi stessi, nell’AUTONOMIA DELLA TOSCANA secondo la Costituzione, nel LAVORO LOCALE contro gli eccessi della globalizzazione, nella protezione dell’AMBIENTE per la salute di oggi e per il bene delle generazioni future.

In tutta la Toscana BENI COMUNI e SERVIZI PUBBLICI LOCALI sono in pericolo, mettendo così a repentaglio la sicurezza ambientale, sociale, economica delle famiglie e delle imprese. La nostra ricchezza, quella duratura, non soggetta alle perturbazioni della globalizzazione, sta nelle nostre produzioni locali e nei nostri consumi interni, non solo nel turismo. L’esportazione del “fatto in Toscana” è importante, certo, ma una società impoverita, inquinata, invecchiata, dove istruzione e cultura sono in decadenza, non potrà restare a lungo competitiva.

La nostra lista si impegna quindi per:

– restituire centralità alla produzione e ai servizi locali, a partire dalle piccole imprese, valorizzando agricoltura tipica, artigianato di qualità, commercio di prossimità, ristorazione e accoglienza accessibili e sicure;

– manutenere il nostro territorio, i nostri beni culturali, il nostro paesaggio;

– vivere appieno le nostre città e borghi (non ce ne andremo per far posto ai turisti, ma li accoglieremo in comunità locali ben organizzate, vivaci, prospere);

– credere nell’educazione; la scuola migliore deve essere quella più vicina a casa, dove i bambini possano andare a piedi;

– investire per porre fine al divario digitale e, più in generale, nell’innovazione e nella ricerca;

– rilanciare i servizi pubblici locali, che sono una cruciale occasione di lavoro locale e vicino a casa, per i nostri giovani, oltre che punto di riferimento per le famiglie, i bambini, gli anziani, i disabili, i malati;

– ripristinare una sanità pubblica vicina alla gente, fondata su ambulatori di vicinato (di rione, quartiere o contrada nelle città, di frazione in campagna e in montagna), restituendo un ruolo agli ospedali territoriali, mantenendo l’eccellenza dei nostri tre poli clinico-universitari (Firenze, Pisa e Siena);

– più libertà civili ai cittadini, credendo in loro;

– impegno per la dignità, la sicurezza, la piena uguaglianza della donna;

– rifiuto di ogni forma di pregiudizio e discriminazione;

– sostegno a una presenza capillare nei territori di forze di sicurezza locali, contro ogni forma di violenza e di illegalità;

– restituzione ai comuni dei fondi e dei poteri necessari per aiutare concretamente coloro che hanno bisogno di assistenza e promuovere il lavoro socialmente utile;

– lotta alla burocrazia, che discende direttamente dalle troppe leggi che sono in vigore, comprese, purtroppo, anche quelle regionali.

A noi pare evidente e ne abbiamo avuta una ultima conferma con la crisi del coronavirus, l’insufficienza delle attuali strutture della politica toscana, sia di maggioranza che di opposizione. Dobbiamo andare oltre e offrire una speranza a chi è deluso dai partiti, a chi è contro la partitocrazia e il centralismo, a chi non vota più.

Mostriamoci degni del lavoro dei Toscani dei secoli passati. Ascoltiamo e impariamo da chi ha fatto meglio di noi (il Trentino e la Svizzera, tanto per fare degli esempi a noi vicini). Crediamo in noi stessi, qui e ora, nel nostro modo di vivere, nella nostra cultura locale. Valorizziamo le eccellenze e i talenti che guardano al futuro. Restiamo ancorati “ai valori di Toscana”, cantava poeticamente il grande Marasco.

2 Una lista unitaria di resistenza civica in tempo di emergenza

La nostra è una lista civica unitaria, formata da liste civiche, autonomisti, ambientalisti, critici della globalizzazione e altri attivisti critici e indipendenti. E’ inclusiva e ospitale per tutti coloro che non si rassegnano al conformismo e si ribellano al pensiero unico.

Dà voce a tante persone e idee che altrimenti, per colpa delle gravi storture della legge elettorale toscana e del conformismo mediatico, sarebbero ridotti al silenzio. In tempo di emergenza coronavirus, la nostra lista è una iniziativa ancora più necessaria, perché sussistano condizioni minime di democrazia.

E’ una lista di rivolta contro lo strapotere dei capi politici nazionali, i quali, dall’alto e da altrove, comandano “a bacchetta” i loro militanti, catapultando sui territori candidature improbabili.

È finito il tempo dei discorsi vuoti e degli annunci ripetuti, a cui la politica toscana ci ha abituato (a sinistra come a destra). È arrivato il momento di restituire la Toscana ai suoi cittadini. Sostenere la nostra lista significa credere nel nostro futuro, in quello delle nostre famiglie, della nostra gente e delle nostre comunità.

E’ la lista delle periferie dimenticate; dei territori emarginati; della classe media impoverita e dei lavoratori poveri; di contadini, artigiani e piccole imprese oppressi dalla burocrazia; dei cacciatori e dei pescatori veramente appassionati della loro terra; dei piccoli comuni, dei borghi e dei rioni, di tutte le comunità oppresse dal centralismo.

3 Toscana come il Trentino

Dopo decenni di parole, la Costituzione va attuata nella parte in cui promette una Repubblica delle Autonomie.

Portiamo in Toscana il modello Trentino. La provincia autonoma di Trento, territorio autonomo a statuto speciale, è in Italia la regione che sta ottenendo i migliori risultati in termini di prosperità economica e tutela dell’ambiente. Vogliamo avvicinarci il più possibile a quel modello, per migliorare le nostre capacità di autogovernarci con libertà e responsabilità.

4 Centralità dei temi ambientali

Ci poniamo l’obbiettivo della tutela ambientale mettendo al centro la salute umana. Liberi da fanatismi e estremismi ci poniamo l’obbiettivo di eliminare quelle situazioni di inquinamento e sfruttamento eccessivo del territorio che mettono in pericolo la salute umana e la vivibilità delle zone.

La vita umana e le attività economiche devono essere tutte e ovunque, in montagna, campagna, città, sulle coste, in armonia con l’ambiente, senza recare danno alla salute e alla vivibilità dei luoghi.

5 Autonomia dei territori

Così come non vogliamo che continui il centralismo italiano, non vogliamo nemmeno un centralismo toscano. Ogni territorio ha caratteristiche a se stanti, bisogna rispettare le tradizioni e le microeconomie di ogni luogo.

6 Tutela dell’economia locale dalla globalizzazione

Economie e microeconomie locali devono vivere, perché ci rappresentano, danno identità e dignità, assicurano qualità artigianale e continuità e competenza delle manutenzioni, oltre che diversità e bellezza. Non c’è bisogno che siano “competitive”. Esse devono essere protette come beni comuni, attraverso la creazione di clausole e condizioni di favore.

Si devono applicare le riserve – consentite dalla legislazione comunitaria e nazionale – a favore della possibilità di assicurare la maggior parte possibile di beni e servizi necessari alla vita locale, attraverso fornitori locali.

7 Meno grandi opere, più manutenzione

La filosofia delle grandi opere non ci appartiene, scegliamo la compiutezza e la diligenza delle cose veramente necessarie a ciascun territorio.

Siamo entrati nell’età della decrepitezza del calcestruzzo. La situazione è drammatica e da trent’anni non esiste più, a causa della “austerità permanente”, una manutenzione sistematica. Vista la situazione critica delle infrastrutture toscane, dobbiamo adoperarci perché essa sia ripristinata e affidata ad aziende e maestranze locali.

A proposito di grandi opere inutili, ricordiamo che la magistratura ha chiarito che il nuovo aeroporto di Firenze non è fattibile. Lavoriamo quindi perché l’aeroporto di Peretola sia in sicurezza, secondo le prescrizioni previste sin dal 2003. E’ saggio concentrare il traffico aereo toscano su Pisa e rendere Pisa facilmente accessibile e raggiungibile da tutta la Toscana.

8 Sicurezza attraverso la prevenzione

Nei luoghi di vita, lavoro e studio, nella gestione del traffico e dei trasporti pubblici, nell’organizzazione dei servizi ai cittadini, è sempre più chiaro quanto siano cruciali politiche di sicurezza, prevenzione, protezione civile. La regione può e deve dispiegare tutti i suoi poteri per prevenire le morti bianche, il lavoro nero, gli incidenti stradali, perdita di vite umane durante i disastri naturali e i terremoti.

9 Ammalarsi di meno, oltre che curarsi

La crisi del coronavirus ha confermato le ragioni di coloro che da anni lottano per una vita dove ci si ammali di meno, invece che curarsi di più. Ci impegniamo quindi per ridurre progressivamente ogni nocività e ogni forma di inquinamento (senza dimenticare gli inquinamenti invisibili, come quello elettromagnetico).

Lavoreremo per avere centri sanitari di prossimità ovunque, fino all’ultimo paesino della Toscana, dove si possano trovare informazione, prevenzione, possibilità di essere assistiti e controllati, senza doversi recare al pronto soccorso degli ospedali.

10 Dai contributi a pioggia alla concentrazione degli investimenti

Proponiamo un cambiamento radicale nel modo di gestire il denaro pubblico: dai contributi a pioggia (che finiscono sempre per dare poco a pochi), alla concentrazione delle risorse su opere importanti per tutti.

11 Impegno per il pluralismo

Questa è la nostra visione comune, i principi su cui ci impegniamo insieme, mantenendo per il resto libertà, pluralismo, determinazione ad approfondire ascoltando le persone e guardando alla concretezza della vita, volontà ferrea di approfondire e studiare.

° ° °