Statuto

Pubblichiamo qui di lo statuto che abbiamo registrato il 14 luglio 2017, sulla base dei poteri conferiti al consiglio direttivo dal congresso toscanista del 4 marzo 2017, tenutosi a Firenze al Circolo Lavoratori Porta al Prato. Il precedente regolamento transitorio è disponibile qui 2017-03-04-regole-TS-CLT-in-vigore-fra-congresso-e-registrazione. Alcuni dati personali dei sottoscrittori sono qui omessi, per garantire la loro privacy.

 

N. 48.419 di repertorio – N. 23.896 di raccolta
Costituzione di Partito Politico.
REPUBBLICA ITALIANA

Il quattordici luglio duemiladiciassette, in Firenze, via Masaccio 187, nel mio
studio.
Avanti di me, Dr. Vincenzo Gunnella, notaio in Firenze, iscritto al Collegio
Notarile dei Distretti Riuniti di Firenze, Pistoia e Prato, sono presenti:
– VAIANI Mauro, nato a Prato il giorno 7 dicembre 1963, (om.);
– DI BARI Marco, nato a Firenze il giorno 12 febbraio 1967, (om.);
– FIORAVANTI Laura, nata a Firenze il giorno 7 agosto 1963, (om.);
– PUCCIONI Paolo, nato a Firenze il giorno 21 marzo 1970, (om.).
I comparenti, della cui identità personale sono certo, dichiarano di essere cit-
tadini italiani residenti in Italia e con questo atto stipulano quanto segue:
a) E’ costituito tra essi comparenti, ai sensi dell’art. 2 e seguenti, del D.L
149/2013, un partito politico, in forma di libera associazione, denominato:
“COMITATO LIBERTA’ TOSCANA”
che si prefigge lo scopo di partecipare alla vita politica e alle elezioni in To-
scana.
b) L’associazione ha sede in Firenze.
c) Il Partito Politico è senza scopo di lucro, non violento, laico, popolare, de-
mocratico e si propone la finalità di perseguire, con modalità democratiche,
obiettivi sempre più ambiziosi di autogoverno e, in prospettiva,
l’indipendenza della Toscana.
Il Partito si fonda sui valori di Toscana, così come concretamente espressi dal-
le nostre tradizioni spirituali, civili, culturali, storiche e religiose; li difende e
li promuove.
Riunisce indipendentisti, autonomisti, attivisti di liste civiche e di movimenti
civili, nonché ogni persona che voglia impegnarsi per la democrazia diretta, la
tutela dei beni comuni, la salvaguardia dei servizi pubblici universali, la difesa
del territorio e del patrimonio ambientale e culturale.
Si impegna a fare localmente quanto è possibile per portare avanti ideali uni-
versali di libertà, giustizia e pace, con rigore e competenza, con moderazione
e buon senso.
Il Comitato adotta un manifesto di principi ispiratori, che è allegato allo statu-
to.
Le modifiche del manifesto non richiedono la modifica dello statuto.
d) Il Comitato ha durata indeterminata, ma potrà sciogliersi oltre che per le al-
tre cause previste dalla legge, per il raggiungimento dello scopo o per la so-
pravvenuta impossibilità di raggiungerlo.
e) Il Partito, fino alla realizzazione dello scopo, è retto dall’ordinamento con-
tenuto nello statuto di n. 13 articoli che, previa lettura da me datane ai compa-
renti, qui allego sub “A”.Sono organi del Comitato:
– l’Assemblea – Congresso;
– Il Consiglio Direttivo;
– Il Presidente;
– Il Segretario;
– Il Tesoriere.
Il consiglio direttivo è composto dai membri eletti dall’Assemblea, con un mi-
nimo di 5 ( cinque ) ed un massimo di 20 (venti), e ne fanno parte : il Presi-
dente, i Vice Presidenti se eletti, il Segretario, il Vice Segretario, se eletto, il
Tesoriere e tutti gli altri componenti del comitato con la qualifica di Consi-
glieri.
Il Consiglio Direttivo vigila sull’esatta osservanza dello Statuto, sulla fedeltà
al manifesto dei principi, sull’attuazione dei documenti programmatici adotta-
ti dall’Assemblea.
Il primo consiglio direttivo è così qui nominato, per il primo quinquennio,
nella persona dei signori:
— VAIANI Mauro, sopra generalizzato, Presidente;
— DI BARI Marco, sopra generalizzato, Consigliere e Segretario;
— FIORAVANTI Laura, sopra generalizzata, Consigliere;
— PUCCIONI Paolo, sopra generalizzato, Consigliere;
— DEGLI ESPOSTI Loris, nato a Livorno il giorno 19 dicembre 1959, (om.), Consigliere;
— BALLINI Lorenzo, nato a Prato il giorno 23 dicembre 1991, (om.) Consigliere.
I signori VAIANI Mauro, DI BARI Marco, FIORAVANTI Laura e PUCCIONI Paolo,
presenti, dichiarano di accettare la carica non trovandosi in al-
cuna causa di ineleggibilità o incompatibilità prevista dallo Statuto.
Il potere di legale rappresentanza del Comitato, anche in giudizio, spetta al
Segretario.
f) Le spese ed imposte del presente atto, accessorie e conseguenti, sono a cari-
co del Comitato.
Questo atto, scritto parte da persona di mia fiducia e parte di mia mano, da
me letto ai comparenti, che lo dichiarano conforme alla volontà espressami ed
approvano, occupa quattro pagine e parte della quinta di due fogli e viene sot-
toscritto alle ore undici e minuti venti.
F.ti: Mauro Vaiani – Marco Di Bari – Laura Fioravanti – Paolo Puccioni –

DR. VINCENZO GUNNELLA NOTAIO

Allegato “A” al N. 48.419 di repertorio
N. 23.896 di raccolta
Statuto dell’associazione politica
“COMITATO LIBERTA’ TOSCANA”
Articolo 1
Denominazione, durata, scopi
L’associazione è denominata “Comitato Libertà Toscana”.
E’ un movimento politico nonviolento, laico, popolare e democratico.
L’associazione ha durata indeterminata, salvo scioglimento anche volontario
deliberato secondo le modalità stabilite dal presente statuto.
Vi aderiscono cittadini residenti in Toscana, o comunque interessati ad essa,
che abbiano la volontà di perseguire insieme obiettivi sempre più ambiziosi diautogoverno,
con la finalità in prospettiva dell’indipendenza della Toscana,
nel quadro di una confederazione europea e di una convivenza pacifica fra tutte le nazioni.
Si fonda sui valori di Toscana, così come concretamente espressi dalle nostre
tradizioni storiche, spirituali, civili, culturali e religiose; li difende e li promuove.
Opera nel territorio della Regione Toscana, storicamente erede
del Granducato di Toscana e delle istituzioni di autogoverno
che nei secoli si sono succedute nella nostra terra;
i confini della Toscana sono modificabili secondo la volontà delle comunità locali.
Riunisce indipendentisti, autonomisti, attivisti di liste civiche e di movimenti
civili, nonché ogni persona che voglia impegnarsi per la democrazia diretta, la
tutela dei beni comuni, la salvaguardia dei servizi pubblici universali, la difesa
del nostro territorio e del nostro patrimonio ambientale e culturale.
Si impegna a fare localmente quanto possibile per portare avanti ideali univer-
sali di libertà, giustizia e pace, con rigore e competenza, con moderazione e
buon senso.
Articolo 2
Principi ispiratori
Il movimento adotta un manifesto di principi ispiratori, allegato al presente
statuto (sotto la lettera “A” – si vedano gli 11 punti).
Le modifiche al manifesto non richiedono la modifica del presente statuto.
Articolo 3
Il simbolo
Il simbolo del movimento riecheggia i tre pali d’argento in campo rosso dello
stemma di Ugo di Toscana, riportando la sigla “CLT” e, quando venga ritenu-
to utile, anche la dizione completa “Comitato Libertà Toscana”.
Una copia del simbolo si allega al presente statuto (sotto la lettera “B” –
si vedano sul sito i simboli in uso del movimento).
L’eventuale suo aggiornamento stilistico non richiede la modifica del presente
statuto.
Articolo 4
Protezione delle radici storico-politiche
Per proteggere le proprie radici storico-politiche, il movimento conserva la
proprietà e protegge i nomi, le bandiere, gli inni, i simboli, di tutte le realtà
che alla sua costituzione contribuiscono, a cominciare da “Toscana Stato per
l’indipendenza della Toscana” e dal “Comitato Toscani per il NO” (al refe-
rendum costituzionale italiano del 4 dicembre 2016).
Tale protezione viene estesa all’eredità e all’identità delle altre realtà che si
colleghino o confluiscano nel movimento, o che vengano promosse da esso, in
proprio o in collaborazione con altre forze politiche e sociali.
Il movimento si riserva di utilizzare questo patrimonio, al pari di ogni altra in-
segna, simbolo o bandiera con significato autonomista, nelle sue iniziative.
Articolo 5
Adesioni
L’adesione all’associazione è individuale e personale.
Tutte le persone che sottoscrivono le regole, i principi e il programma del
movimento, sono benvenute, senza alcuna discriminazione di genere, orien-
tamento sessuale, origine, razza, religione, convinzione, condizione sociale e
personale, precedenti appartenenze ed esperienze politiche e sociali.
Per iscriversi è necessario aver compiuto il sedicesimo anno di età.
L’iscrizione si intende accolta trascorsi 8 giorni dalla sua presentazione senza
diversa comunicazione da parte degli organismi di governo e di garanzia del
movimento.
L’adesione comporta l’acquisto di tutti i doveri e diritti previsti dal presente
statuto.
L’aderente deve contribuire alle attività del movimento con una quota asso-
ciativa annuale, pena la sospensione della sua possibilità di esercitare i diritti
che gli sono garantiti da questo statuto e dalle altre regole interne.
L’iscritto si impegna a sostenere le iniziative e il programma del movimento
con attaccamento, coscienza e onore, generosità e puntualità, senso civico e
autonomia di pensiero, rispetto della legalità esterna ed interna.
L’adesione di gruppi di cittadini toscani già organizzati in altra forma associa-
tiva è possibile, salvo l’approvazione di appositi regolamenti nelle forme pre-
viste dal presente statuto.
Articolo 6
Il congresso
Il movimento è retto dal suo congresso, cioè dall’assemblea degli aderenti,
che deve essere celebrata almeno ogni cinque anni, in forma pubblica.
Il congresso è convocato con avviso contenente l’indicazione del giorno,
dell’ora, del luogo dell’adunanza e dell’ordine previsto dei lavori, spedito a-
gli aventi diritto via posta elettronica e pubblicato sul sito internet del movi-
mento, almeno 30 giorni prima della data fissata.
L’avviso di convocazione contiene anche la data e l’ora della seconda convo-
cazione, ove del caso.
L’assemblea congressuale è validamente costituita in prima convocazione con
la presenza fisica o per delega di almeno la metà degli aventi diritto; in secon-
da convocazione, l’assemblea è valida qualunque sia il numero degli interve-
nuti.
Quando non diversamente stabilito dal presente statuto, il congresso delibera
validamente a maggioranza semplice dei presenti e votanti.
L’assemblea elegge il segretario del movimento, che ne è la guida politica e
organizzativa.
L’assemblea elegge il consiglio direttivo, che sovrintende al movimento fra un
congresso e l’altro, con pieni poteri regolamentari.
Fra i partecipanti all’assemblea vengono estratti a sorte i membri del collegio
di garanzia.
Per le deliberazioni di modifica dello statuto, scioglimento del movimento e
devoluzione del patrimonio, occorre in assemblea la presenza di almeno la
metà degli aventi diritto e le stesse sono valide solo se ottengono il voto favo-
revole della maggioranza dei presenti e votanti.
In caso decida lo scioglimento del movimento, il congresso elegge conte-
stualmente un liquidatore plenipotenziario, scelto anche fra i non soci, che cu-
ri la liquidazione di tutti i beni mobili ed immobili ed estingua le obbligazioni
in essere; il liquidatore, conformemente al mandato ricevuto in assemblea e
alle norme di legge, destinerà eventuali residui attivi ad altri enti che perse-
guano finalità politiche e sociali analoghe, oppure in beneficenza.
A garanzia di tutti, in caso di gravi divergenze politiche interne, trascorsi al-
meno diciotto mesi dallo svolgimento del congresso, un quinto degli aderenti
ha il diritto di autoconvocare un congresso anticipato.
Articolo 7
Il consiglio direttivo
Il consiglio direttivo è composto da un minimo di 4 a un massimo di 10 mem-
bri eletti dal congresso, assicurando la rappresentanza di genere; il segretario
ne fa parte di diritto.
Il consiglio può cooptare al proprio interno, come membri a pieno titolo, atti-
visti, intellettuali e leader locali, il cui contributo sia ritenuto utile.
Le riunioni del consiglio sono valide con la presenza della metà più uno dei
suoi membri.
Le deliberazioni sono prese ordinariamente a maggioranza semplice dei pre-
senti e votanti.
Il consiglio direttivo elegge il presidente del movimento, che sovrintende
all’unità nella diversità fra le componenti politiche e le realtà locali; se non ne
faceva parte, il presidente diventa membro effettivo del consiglio.
Il consiglio si riunisce almeno una volta al mese, su iniziativa del segretario o
su richiesta di un quarto dei suoi membri; le sedute sono ordinariamente mo-
derate dal presidente.
Ogni consigliere può proporre mozioni e argomenti all’attenzione dell’organo,
che devono essere portati all’ordine del giorno.
Vigila sull’osservanza dello statuto, sulla fedeltà al manifesto dei principi,
sull’attuazione dei documenti programmatici adottati dal congresso.
Emana i regolamenti del movimento, fra cui quello per la convocazione e lo
svolgimento del congresso.
Su proposta del segretario, elegge il tesoriere del movimento; il tesoriere, se
non ne faceva parte, entra a far parte del consiglio come membro a pieno tito-
lo.
Il consiglio stabilisce le quote di adesione, gestisce il fondo e il patrimonio,
approva e rende pubblici i bilanci.
Decide sulla presentazione alle elezioni e sulle modalità di selezione dei can-
didati.
In caso ravvisi inadempienze, incompatibilità politiche e programmatiche,
violazioni delle regole interne, o minacce alla legalità, il consiglio può decide-
re forme di sospensione o espulsione di singoli aderenti, anche in via stretta-
mente cautelativa, purché sempre a termine, per un periodo comunque mai
superiore a cinque anni, eventualmente reiterabili in caso di estrema necessità;
contro tali provvedimenti o contro il loro rinnovo è sempre ammesso ricorso
al collegio di garanzia.
Il consiglio è responsabile dell’integrità e della conservazione degli archivi
del movimento, che devono essere trattati come bene culturale pubblico.
Il membro eletto nel consiglio direttivo che, senza presentare una giustifica-
zione scritta o senza giustificato motivo, risulta assente a due riunioni conse-
cutive, può essere dichiarato decaduto e sostituito dal primo dei non eletti, co-
sì come risulta dal verbale del congresso; analoga sanzione si applica, ma sen-
za obbligo di surroga, al membro cooptato.
Con la convocazione del nuovo congresso, il consiglio e tutti gli altri organi
del movimento restano in carica per la sola ordinaria amministrazione; è loro
dovere, sotto pena di espulsione, contribuire lealmente al passaggio di conse-
gne ai nuovi eletti.
Articolo 8
Il segretario
Il segretario rappresenta legalmente e politicamente il movimento di fronte aiterzi ed in giudizio.
Attua il proprio programma politico e organizzativo, coordinando a tale scopo
tutto il movimento.
Propone al consiglio la nomina del tesoriere.
Insieme al tesoriere, il segretario è responsabile dell’amministrazione traspa-
rente del Movimento.
Può nominare e revocare un vice-segretario e altri collaboratori; questi, se non
ne facevano già parte, partecipano al consiglio senza diritto di voto.
Nelle riunioni del consiglio, in caso di parità, il voto del segretario vale dop-
pio.
In caso che il consiglio non approvi una qualsiasi proposta su cui il segretario
ha posto una questione di fiducia, si convoca il congresso anticipato.
In caso di qualsiasi impedimento del segretario, i suoi compiti vengono assun-
ti dal presidente per il tempo strettamente necessario; se l’impedimento si pro-
lunga, o se anche il presidente risulta inattivo o impedito, il consiglio deve
nominare un commissario straordinario che rappresenti temporaneamente il
movimento e sovrintenda, con tutti i poteri necessari, alla convocazione di un
congresso anticipato.
Articolo 9
Il tesoriere
Il tesoriere resta in carica quanto il consiglio direttivo che lo ha eletto.
Non può essere rieletto per più di due mandati; un terzo mandato è ammesso
solo per gravi motivi politici e organizzativi e richiede l’approvazione di una
maggioranza qualificata di quattro quinti dei presenti e votanti in consiglio di-
rettivo.
Il tesoriere è incaricato di:
– redigere i documenti di rendiconto economico e finanziario del movimento,
consuntivi e preventivi, da sottoporre al consiglio direttivo;
– curare la riscossione delle quote e dei contributi associativi e di quanto altro
derivante al movimento in ragione della sua attività;
– tenere la contabilità del movimento, avvalendosi eventualmente di aiuti in-
terni o di consulenti esterni, secondo quanto deciso dal consiglio;
– tenere l’inventario aggiornato degli eventuali beni mobili e immobili del mo-
vimento.
Articolo 10
Le risorse e la loro amministrazione
L’associazione è senza scopo di lucro.
E’ vietata in ogni caso la ridistribuzione a iscritti o a terzi, anche in modo in-
diretto, di utili o avanzi di gestione, nonché di ogni bene o strumento del mo-
vimento.
Il fondo di dotazione dell’associazione è costituito da:
– quote di adesione versate dalle persone fisiche aderenti; tali quote sono in-
trasmissibili e mai frazionabili o restituibili, per nessun motivo e in nessun ca-
so;
– donazioni da parte di persone fisiche, giuridiche, o anche da associazioni di
fatto e da comitati elettorali; esse devono essere approvate dal consiglio, do-
po aver assicurato il controllo di legalità e le forme di pubblicità di tali finan-
ziamenti;
– altri finanziamenti da parte dei cittadini, attraverso l’intermediazione delle
autorità pubbliche, in quanto consentiti dalle leggi elettorali e dalle leggi
sull’ordinamento dei partiti (per esempio: accesso a sedi, servizi, rimborsi e-
lettorali, due per mille).
Il fondo di dotazione è destinato al perseguimento degli scopi del movimento
e serve esclusivamente a sostenerne le spese per il funzionamento; non è mai
ripartibile fra gli aderenti durante la vita del movimento, né all’atto del suo
scioglimento.
I poteri di spesa sono ordinariamente delegati al segretario e al tesoriere, i
quali li esercitano anche con firma disgiunta, entro le direttive generali e i li-
miti stabiliti dal consiglio.
Solo il consiglio direttivo può autorizzare:
– acquisti e vendite di beni immobili;
– acquisti e vendite di strumentazioni il cui valore superi il cinque per cento
dell’ultimo bilancio con-suntivo disponibile;
– acquisti a credito e l’accensione di mutui e prestiti;
– assunzione di personale e attribuzione di incarichi professionali;
– forme di rimborso spese a dirigenti e militanti del movimento.
Il consiglio decide lo spostamento della sede legale od operativa del movi-
mento, oppure l’apertura di sedi aggiuntive.
Il consiglio decide se ed entro quali limiti partecipare alle spese di eventuali
comitati elettorali di liste e candidati che il movimento decida di appoggiare.
I bilanci del movimento, una volta approvati dal consi-glio vengono resi pub-
blici.
La loro revisione interna è affidata al collegio di garanzia, i cui pareri vengo-
no anch’essi resi pubblici.
Su richiesta di un terzo dei membri del consiglio, i bilanci possono essere
soggetti a certificazione da parte di revisori esterni; nel caso, eventuali onorari
professionali sono a carico del movimento.
Articolo 11
Il collegio di garanzia
II collegio di garanzia è composto da un minimo di 3 a un massimo di 5
membri, estratti a sorte durante il congresso, fra i partecipanti che non si siano
candidati e che non siano stati eletti ad altre cariche; nel collegio è garantita la
rappresentanza di genere.
I suoi membri restano in carica per un solo mandato consecutivo e al congres-
so successivo non possono essere immediatamente reinseriti nel sorteggio;
tuttavia il collegio uscente può, per assicurare una trasmissione di esperienze
e competenze, nominare uno dei propri membri, se disponibile, a far parte del
collegio entrante.
Il collegio è presieduto dal suo membro più anziano; il membro più giovane
svolge le funzioni di segretario.
Le sue decisioni sono prese a maggioranza semplice dei suoi membri presenti
e votanti.
Tutte le sue decisioni vengono rese pubbliche e, se richiesto dai dissenzienti,
vengono pubblicati anche i pareri di minoranza.
In caso di decesso, incapacità, impedimento o dimissioni di uno dei membri
del collegio, i membri residui procedono a estrarre a sorte un sostituto fra i
soci che avevano i requisiti per partecipare all’ultima elezione.
Il collegio funge da revisore interno dei bilanci e in questa veste può accertare
la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili ed effettuare verifiche di
cassa.
E’ organo di appello contro le decisioni del consiglio sulla posizione degli i-
scritti.
Su richiesta di almeno un ventesimo dei soci, può essere chiamato a dirimere
questioni di interpretazione dello statuto.
Il collegio di garanzia definisce inappellabilmente, in qualità di arbitro ultimo,
tutte le questioni che gli sono sottoposte, entro il termine massimo di 90 gior-
ni, possibilmente avendo sentito tutte le parti interessate.
Se mancano meno di 90 giorni allo svolgimento del congresso, tutte le que-
stioni sono rinviate all’attenzione del nuovo collegio.
Articolo 12
Sede
L’associazione ha sede legale in Firenze, all’indirizzo indicato in allegato (sot-
to la lettera “C” – per vedere il contenuto cliccare qui).
Nello stesso allegato sono anche specificati gli organi in carica e la quota so-
ciale vigente al momento della registrazione.
Articolo 13
Disposizioni finali
Per quanto non espressamente contemplato dal presente statuto, valgono, in
quanto applicabili, le leggi generali e quelle particolari sui movimenti politici
e sulle liste elettorali.

F.ti:

Mauro Vaiani – Marco Di Bari – Laura Fioravanti – Paolo Puccioni

DR. VINCENZO GUNNELLA NOTAIO

 

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